Questa mini-guida non pretende di essere esaustiva perché il modo migliore di partizionare il disco fisso per linux dipende dall'uso che se ne deve fare. Gli strumenti per partizionare il disco sono diversi: per esempio per windows c'è Partition Magic (PM) e per linux c'è Parted. Su entrambi i sistemi c'è inoltre "fdisk", ma non permette di mantenere i dati preesistenti quando vengono modificate le partizioni su cui risiedono, né di modificare la dimensione di una partizione senza perdere i dati contenuti.
Linux, come windows, ha bisogno di partizioni tutte sue per poter lavorare. Queste partizioni devono essere almeno due: una di tipo "linux native" e un'altra di tipo "linux swap". Le partizioni del primo tipo contengono i dati e vengono formattate a seconda del tipo di filesystem che si vuole usare (ext2, ext3, reiserfs, xfs), le partizioni del secondo tipo invece sono delle "estensioni" della memoria e vengono utilizzate solo dal sistema e non contengono dati o documenti.
La cosa migliore per cominciare ad installare linux avendo a disposizione un'installazione funzionante di windows è quella di utilizzare uno strumento come PM per fare spazio a linux. Benché PM sappia creare le partizioni necessarie a linux, è meglio lasciare questo compito all'installazione stessa di linux. Un modo per procedere potrebbe essere quindi quello di usare PM per "restringere" la partizione o le partizioni preesistenti di Windows e liberare almeno 5Gb di spazio per installare linux. Lo spazio liberato non deve essere assegnato ad una partizione, ma semplicemente lasciato "non allocato" in modo che poi, durante l'installazione, linux stesso ci possa creare le partizioni secondo le vostre direttive. Tutte le distribuzioni permettono di configurare la porzione di disco non allocato, alcune in modo intuitivo con l'uso di semplici interfacce grafiche altre con strumenti che potrebbero risultare meno comodi all'utilizzatore inesperto (per esempio "fdisk").
Per un uso del PC come desktop il modo più semplice per partizionare il disco fisso o la porzione di disco a lui dedicata è quello di creare tre partizioni (primarie o logiche non ha importanza): una per il sistema, una di swap e una per i dati degli utenti (cioè voi). Delle tre, quella di swap è quella che più fa discutere: una vecchia regola voleva che lo swap dovesse essere circa il doppio della ram installata. Attualmente, per un utente casalingo, arrivare ad usare 32MB di swap gia` significa che è ora di comprare altra RAM, quindi uno swap di 42MB (o 64MB se proprio si ha spazio da 'sprecare') è più che sufficiente. Poi va creata la partizione per il sistema: anche se si possono fare installazioni di linux da circa 100MB è consigliabile dedicare almeno 2Gb al sistema per poter installare tutto il software necessario. Io personalmente non lascio mai meno di 5Gb alla partizione di sistema. Mentre la partizione di swap non sarà visibile a voi perché non contiene dati, quella di sistema sì, visto che conterrà tutti i programmi. Per poter essere "visibile" una partizione deve avere associato quello che si chiama un "mount point" che nel caso della partizione principale di sistema è obbligato e consiste semplicemente in "/" (lo slash) e rappresenta la directory base del vostro sistema. La terza partizione come abbiamo detto conterrà i dati degli utenti: tradizionalmente su linux gli utenti hanno delle aree disco a loro riservate nella directory "/home". Il "mount point" della terza partizione sarà quindi "/home". Lo spazio assegnato a /home dipende dalle vostre esigenze.
Il vantaggio di questa configurazione molto semplice è che i vostri dati, le personalizzazioni dei programmi (addressbook, bookmarks, preferenze ecc. ecc.) risiedono su una partizione separata. Quando vorrete cambiare distribuzione, reinstallare o aggiornare potrete tranquillamente formattare la partizione base / e lasciare /home inalterata così da preservare i vostri dati e cambiare solo il sistema.
Lo schema può essere reso più complesso aggiungendo altre partizioni. Per esempio un altro modo di partizionare il disco molto usato è quello di fare (oltre alla swap) "/","/home" e "/usr/local". L'ultima serve tradizionalmente a contenere del software aggiuntivo che si vuole tenere separato dal resto del sistema.
Altri ancora separano la directory "/var" su una partizione a sé stante perché per esempio hanno esigenze particolari (un server news o di stampa per esempio).
